Pagina in costruzione luoghi
Torna alla Home

Tempio di Segesta

22 giugno 2020

Già all'arrivo si capisce subito che Il parco archeologico di Segesta è centro di grande interesse culturale e turistico; vediamo ampi parcheggi e esaurienti indicazioni, compresi i servizi di navetta. Peccato che in questo periodo post Covid non siano in funzione e il parcheggio principale presso l'ingresso sia chiuso.

Troviamo comunque dove lasciare l'auto non troppo distante e, acquistati i biglietti, ci incamminiamo per il sentiero che porta alla prima meta: il Tempio Elimo. L'edificio è impressionante, ottimamente conservato e, accedendo dal basso, offre una prospettiva imponente.

Cito da un link sottostante: «La posizione del tempio è sorprendente: al sommo d'una vallata larga e lunga, in vetta a un colle isolato e tuttavia circondato da dirupi, esso domina una vasta prospettiva di terre.» (Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia)

Ci ha colpito, leggendo la storia di Segesta il fatto che gli abitanti della città fossero Elimi, una popolazione italica o anatolica secondo gli storici, ben presente in Sicilia prima della fondazione delle colonie greche. Segesta sarà in perenne conflitto con la vicina Selinunte ma ciò nonostante l'architettura del tempio è di ispirazione dorica, segno che comunque erano consistenti gli scambi culturali e materiali tra le due comunità.

Una volta esaminato il Tempio dai quattro lati, la prossima meta era l'Acropoli e il teatro, posto su una collina parecchio più in alto. Il normale servizio navetta non era disponibile e quindi ci siamo incamminati piano piano, cercando dove possibile le scorciatoie per tagliare gli ampi tornanti della strada. La salita è abbastanza aspra: camminavamo immersi nella bassa vegetazione spontanea cosparsa di munuscole lumachine e ogni poco, per riprendere fiato, potevamo ammirare in diverse prospettive il Tempio, sempre più piccolo ai nostri piedi.

Giunti alla sommità e osservati rapidamente i resti dell'Acroipoli, siamo entrati nel teatro e siamo rimasti letteralmente a bocca aperta!

Il teatro, nella classica forma semicircolare poteva contenere sino a 5000 persone ma ciò che è veramente meravigliosa è la scenografia del luogo; orientato a nord verso Castellamare del Golfo, offre  lo scorcio del mare e un ampia vista dei monti circostanti e dei meravigliosi giardini e agrumeti che punteggiano la valle. 

Qualunque fosse la scena rappresentata a teatro è certo che gli spettatori avrebbero comunque potuto godere dello spettacolo sublime offerto dal panorama. 

Roberto - CC BY-SA 4.0

Luoghi e gite